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Google si compra Nest: dai motori (di ricerca) ai termostati. Ma perché?

Google si compra Nest: dai motori (di ricerca) ai termostati. Ma perché?
Il colosso di Mountain View stacca un assegno da oltre 3 miliardi di dollari a uno dei padri dell’iPod, che adesso fa termostati e sensori antifumo. Motivo? Realizzare prodotti hi tech e superintelligenti per migliorarci la vita. O, forse, guadagnare di più con pubblicità sempre più mirate.
Quanto costa un termostato? Dipende dal termostato…
Quello che si è appena comprato Google vale 3,2 miliardi di dollari. La notizia è quella dell’acquisizione da parte del gigante di Mountain View di Nest, un’azienda che produce termostati per la casa e sensori antifumo.
Non un’azienda qualsiasi
L’azienda Nest è stata fondata da un certo Tony Fadell, uno dei padri del primo iPod di casa Apple (anche se la diatriba tra chi fosse il vero “podfather” non si è mai del tutto chiarita). E anche il termostato Nest è un termostato speciale.
Collegato a Internet, conosce le previsioni del tempo del luogo in cui si trova. Ha un sensore di movimento che conta le persone che gli passano davanti (quante e quando). Si regola con un semplice “gira a destra” e “gira a sinistra” e comanda caldaia e condizionatori. Dopo una settimana, ha imparato le nostre abitudini. E non serve più toccarlo.
In casa si sta bene sia in inverno che in estate e i consumi sono scesi, grazie alla sua ottimizzazione, tra il 16 e il 30% (secondo quanto dichiara l’azienda). Perfetto.
Le ragioni dell’acquisizione
Perché Google vuole costruire termostati? Be, si potrebbe anche chiedersi perché vogliono costruire auto che vanno da sole? O gestire pazzesche mappe satellitari e foto delle strade di tutto il mondo?
Le risposte possibili sono due
Una è data dallo stesso fondatore di Google, Larry Page. In più di una intervista ha dichiarato che Google non è un motore di ricerca. Page sostiene che diventare il motore di ricerca più intelligente del mondo sia solo il primo passo del suo grande obbiettivo: costruire oggetti tecnologici che miliardi di persone avranno in casa. Finora, a dire il vero, non gli è andata molto bene. L’acquisizione di Motorola non ha ancora portato né enormi profitti né il telefono 100% Google (il Motorola X) in tutto il mondo.
Ma l’attesa per i Google Glass è grande: ed è grande anche quella per la prima flotta di auto che guidano da sole e, più in generale, di robot, il nuovo grande interesse di casa Page e Brin. Che, nelle loro dichiarazioni, sono dei visionari: “Vogliamo che tutto il mondo condivida la conoscenza e possa usufruire della tecnologia al massimo livello possibile”.
Spioni in casa
La seconda risposta è molto meno “da guru” e molto più orientata al business. Come guadagna Google? Vendendo pubblicità. In modo molto intelligente, fornendo a ciascuno il proprio annuncio su misura. Lo fa benissimo, guadagna e fa guadagnare. Come fa a farlo così bene? Acquisendo informazioni. Le nostre informazioni, che forniamo gratis. Cosa facciamo, cosa cerchiamo, dove andiamo con l’auto (grazie ai gps sui telefonini che si integrano con Google Now), cosa leggiamo… Grazie al Nest, sapranno di più. Quando siamo in casa, quante volte passiamo davanti al termostato (quindi, come siamo “attivi” in casa…), che abitudini abbiamo nel nostro gestire il caldo e il freddo. Che uso farà Google di queste informazioni? Buono, a sentire Page e Brin. Ottimo per il business, a sentire gli analisti.
Fonte: Focus.it

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